Oltre lo Yogurt: otto alimenti e bevande probiotici adatti per i vegani

Oltre lo Yogurt: otto alimenti e bevande probiotici adatti per i vegani

Ana, membro e lettrice di avnotizie.it, ci fa la seguente richiestaVorrei che lei commentasse quali alternative abbiamo noi vegani per prendere i probiotici naturali, comprendendo come tali che essi provengono dal cibo e non dal cibo. di pillole o polveri acquistate in farmacia. E’ molto importante sottolineare questo aspetto perché viene sempre venduto dai media come fonte di probiotici yogurt e formaggi, che sono di origine animale. Credo che chi rifiuta di mangiare prodotti derivanti dall’allevamento abbia anche il diritto di essere informato sulle alternative di cui disponiamo.

Ana ha ragione; l’importanza dello yogurt come fonte di probiotici, sebbene pienamente giustificata, è fuori dalla portata dei vegani, per cui dovrebbero cercare probiotici naturali in altri alimenti. Al di là di mettere in discussione l’efficacia di loro, la verità è che questi microrganismi che accompagnano certi alimenti e aiutare a mantenere la salute della nostra flora intestinale sono una garanzia di un’alimentazione sana.

È quindi necessario informare coloro che optano per una dieta puramente vegetale di quali alimenti e bevande possono fornire loro probiotici in modo sano, ecologico e naturale. Tutti questi alimenti sarebbero possibili senza l’aiuto di funghi e batteri. Prossimo sono esposti otto cibi e bevande probiotici adatti ai vegani.

  1. Olive conditeLe olive non arrivano in tavola direttamente dall’olivo, ma di solito passano attraverso un processo di fermentazione lattica grazie a batteri che trasformano gli zuccheri in acido lattico e, in questo modo, acidificano la polpa, la ammorbidiscono e la preservano da altri agenti patogeni. L’acqua delle olive, soprattutto quelle condite con erbe aromatiche, è quindi ricca di questi batteri, tipici della flora intestinale. Per saperne di più: Perché delle olive nere e delle olive verdi?

  2. BanderillasEsattamente la stessa cosa accade; sottaceti di verdure, sia sottaceti, olive, carote, cipolle, cipolle, aglio, ecc., in acqua con zuccheri che viene fermentata ad acido lattico, inacidendo l’impasto e ammorbidendolo un po’. I batteri fermentatori vivono nel liquido e assorbono la polpa. In Cinque metodi delle nonne per mantenere i prodotti freschi per mesi vi spieghiamo come si fanno i sottaceti fatti in casa.

  3. CrautiUn’altra versione di sottaceti da aceto molto diffusa nell’Europa centrale e settentrionale è quella del cavolo tagliato a strisce e fermentato, che viene utilizzato per accompagnare diversi piatti. Se non viene riscaldato e mangiato freddo, è ricco di batteri lattici.

  4. KimchiQuesta è la versione coreana dei crauti. E’ fatto con cavolo cinese a cui si possono aggiungere sottaceti, aglio o condimenti locali più o meno piccanti.

  5. MisoIl Miso è una pasta fermentata dal fungo koji, molto tipico dell’Asia, in cui si utilizzano pasta di soia ed eventualmente di riso e altri cereali. Viene usato come condimento per molti cibi e anche per fare le tipiche zuppe. Contiene quindi numerosi microrganismi che accompagnano questo fungo, che agisce come probiotico.

  6. TempehQuando pubblichiamo In che cosa sono diversi il tempeh e il tofu? spieghiamo che nel caso del tempeh la pasta di soia è fermentata con batteri, e soprattutto il fungo Rhizopus oligosporus, per ottenere il cibo sotto forma di torta, mentre nel tofu cagliare aggiungendo acidificanti al latte di soia, ma senza la concorrenza dei microrganismi.

  7. Acqua KefirAbbiamo gia’ parlato a Acqua kefir: una buona alternativa al latte kefir? Sulle proprietà probiotiche dei granuli, chiamati tibici, utilizzati nella produzione di acqua kefir. Sono gli stessi batteri che si usano nel kefir del latte, ma qui lavorano su una base d’acqua con zucchero che viene fermentato per ottenere questa bevanda.

  8. KombuchaSpieghiamo anche in Kombucha, una bevanda pericolosa?Si tratta di un intruglio preparato con tè zuccherato che viene fermentato con colonia microbica gelatinosa, o zooglea, precedentemente noto come il “fungo dell’immoralità”, soprattutto in Cina, o il “fungo del tè” in Giappone e Russia. In ogni caso, è consigliabile fare attenzione alle preparazioni casalinghe di Kombucha perché c’è un certo rischio che la zooglea venga facilmente contaminata da batteri e funghi dannosi per il nostro organismo. È una bevanda che richiede molto rigore, pulizia nell’elaborazione e per assicurarsi che il suo livello di acidità e alcol sia elevato prima di consumarla. D’altra parte, Kombucha industriale non serve come probiotico perché i microrganismi sono stati eliminati.

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