Il legno è uno degli elementi della natura che, da secoli, l’uomo ha maggiormente utilizzato per il proprio sussistenza e sviluppo, sia nella costruzione di case, mezzi di trasporto, attrezzi, utensili e armi, sia per alimentare il fuoco.

Ciò che pochissimi hanno immaginato durante tutto quel tempo è questo il legno potrebbe diventare trasparente. Qualcosa che ha cominciato a essere visto come una possibilità reale dall’inizio degli anni ’90 e che negli ultimi anni è diventato sempre più reale.

Perché un legno trasparente? Gli scienziati prevedono varie applicazioni per questa nuova tecnologia, ancora in fase di sviluppo. Uno dei principali è l’ingegneria e la costruzione. Se arriverà un momento in cui le finestre potranno essere realizzate in legno, si trarrebbero vantaggio dei vantaggi che questo materiale presenta rispetto al vetro.

Il vantaggio più notevole sarebbe il carattere isolante del legno, sia termico che in relazione al rumore. Si ridurrebbe (o scomparirebbe) la necessità di doppi vetri e si ridurrebbe il consumo di energia – in riscaldamento o condizionamento – poiché la dispersione di calore dagli spazi interni sarebbe minore.

Secondo uno degli ultimi studi sullo sviluppo del legno trasparente, negli Stati Uniti l’energia utilizzata per regolare le temperature interne rappresenta il 14% dell’energia totale consumata nelle abitazioni. E niente di meno che un quarto di quell’energia viene perso attraverso il vetro delle finestre.

D’altra parte, essendo biodegradabile, il legno genera rifiuti molto meno inquinante rispetto alla plastica e ad altri materiali che, in molti casi, potrebbero anche essere sostituiti. E la produzione di legno trasparente genera meno emissioni di carbonio nell’atmosfera, rendendola più sostenibile rispetto alla produzione di vetro e cristallo.

Il blog del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti sottolinea che la produzione di vetri e cristalli per il settore edile genera ogni anno l’emissione in atmosfera di 25.000 tonnellate di gas effetto serra. Una cifra che in futuro potrebbe ridursi drasticamente grazie all’utilizzo del legno trasparente.

E inoltre, il legno trasparente potrebbe aumentare l’uso dell’energia solare. Uno studio del 2016 ha spiegato che, quando passa attraverso questo materiale, la luce viene diffusa in modo diverso rispetto a quando passa attraverso il vetro.

Per questo motivo, il legno trasparente – posto sopra i pannelli solari – ha aumentato del 18% l’efficienza di tali dispositivi. Ma i ricercatori fanno notare che quel numero potrebbe persino aumentare fino a 30%.

Ora, come si fa a rendere trasparente il legno? La chiave sta in un componente chiamato lignina. La lignina è un polimero naturale che svolge la funzione di donare rigidità e opacità al legno, oltre a difendere alberi e piante da parassiti e altri microrganismi.

Gli scienziati hanno lavorato per anni per trovare modi per rimuovere la lignina dal legno. Soprattutto, hanno dovuto affrontare due grandi ostacoli. Da un lato, gli alti costi energetici. D’altra parte, la necessità di utilizzare i prodotti sostanze chimiche molto tossiche.

Inoltre, quando la lignina è stata rimossa, il legno ha perso la sua rigidità. Sebbene quella sostanza sia stata sostituita da materiali resinosi, come la resina epossidica, il risultato finale presentava il problema di essere molto più debole del legno normale.

Tuttavia, uno studio pubblicato a gennaio da scienziati dell’Università del Maryland, negli Stati Uniti, ha trovato una possibile soluzione a questi problemi. Questa nuova proposta non consiste più nell’eliminare la lignina, ma piuttosto cerca di conservarne la maggior parte in modo che funga da legante e mantenere struttura e solidità del materiale.

La novità è data da una “spazzolatura chimica assistita da energia solare”, che consiste nell’applicazione di acqua ossigenata. Vale a dire, perossido, una sostanza chimica così semplice che viene spesso utilizzata, ad esempio, come tintura per capelli.

In questo modo non viene influenzata la quantità di lignina, ma piuttosto alcune molecole in essa contenute, chiamate cromofori. Queste molecole sono responsabili dell’assorbimento della luce e conferiscono al legno il caratteristico colore ocra. Perossido di idrogeno rimuove i cromofori ma la struttura della lignina rimane quasi intatta.

Dopo quel primo passaggio, il legno diventa bianco. Cosa fare dopo è ricorrere al suddetto materiale resinoso – epossidico – che, quando penetrare nella cellulosa e nelle fibre del legno, lo rende trasparente.

Questa trasparenza del legno può sembrare una sorta di “magia”, ma risponde a un principio simile a quando un pezzo di carta (ad esempio, un fazzoletto) Si bagna. Se poi poggia su una superficie su cui c’è qualcosa di disegnato o scritto, quest’ultimo può essere visto attraverso la carta.

Migliorando il risultato finale e soprattutto ridurre i costi, i tempi e l’uso di sostanze chimiche eccessivamente tossiche nella produzione, queste nuove scoperte potrebbero essere fondamentali per lo sviluppo di un legno trasparente che può essere comunemente usato in ingegneria e costruzione.

Il legno trasparente risultante da questo processo è anche più forte e più resistente rispetto al vetro o al cristallo ordinario. E potrebbe anche avere un vantaggio in più: ridurre i riflessi e l’abbagliamento, così fastidiosi e sgraditi in certe occasioni (e per questo si consiglia di pulire le finestre di casa nei giorni o nelle ore in cui non c’è troppo sole).

Insomma, anche se è ancora in fase di prova e sviluppo nei laboratori, questo nuovo materiale esiste già, e forse non passerà molto tempo prima che vivremo in case con finestre in legno che ci permettono di vedere il sole e isolare meglio.

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